Quante sono le macchie che attraversano la nostra strada? Tante e infinite.
Le macchie ci circondano sono pensieri o sentieri non ancora scoperti, sono ombre di cose mai dette, oppure sono solo macchie di china scivolate su un foglio.
Le opere di Maria Clotilde Schenetti sono tutto questo: sono vie dove a volte incontriamo fantasmi o occhi scrutatori che vorrebbero indicarci la loro strada; sono un albero colto mentre il vento lo accarezza e si fa voce narrante.
Nell’opera dove il colore scorre lento verso il foglio, si sceglie il cammino, non segue indicazioni, ma l’occhio attento dell’artista sa cosa vuole dal quel flusso, di certo sta cercando i colori della terra, e li rende facilmente comprensibile adoperando la tecnica della china leggera, ma difficile da manipolare.
La casa che troviamo in una di questi fogli sembra evanescente, forse quella costruzione che non c’è più, è solo nei ricordi dell’artista o forse non è mai stata una vera casa ed è un pensiero raccolto e chiuso a chiave.
Ancora una volta Maria Clotilde ci stupisce per l’uso delle tecniche e di come le usa, dei suoi colori e della poesia delle immagini.

Tina De Falco

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