L’opera dell’artista Schenetti si presenta come un raffinato collage di piccoli riquadri, uniti da sottili carte giapponesi, con al centro un fiore che diventa il fulcro della composizione. La scelta di questi materiali, la loro disposizione e la loro leggerezza visiva ci trasportano immediatamente in un immaginario che richiama l’Oriente, e in particolare il Giappone, con la sua tradizione artistica fatta di equilibrio, silenzio e introspezione. Il ricorso a colori tenui e a chine delicate, che scorrono fluidamente sulla superficie, dona all’opera un senso di continuità e movimento, simile al flusso tranquillo dell’acqua che scende senza ostacoli. La tecnica del collage, che l’artista riprende e reinventa nel corso delle sue opere, si fa strumento per trasmettere sensazioni di pace e serenità, quasi come se l’opera stessa fosse un respiro, un battito ritmato da gesti lenti e misurati.
Il fiore centrale, in acrilico nero, diventa il punto di connessione di tutto l’insieme. Non è solo un elemento decorativo, ma il cuore pulsante dell’opera, che porta con sé una simbologia potente: la centralità della natura e della vita interiore. Il fiore, con la sua forza discreta ma presente, sembra farsi carico di tutto il peso dell’opera, diventando metafora della forza e della fragilità di ogni movimento, di ogni pensiero che nasce e si sviluppa nel silenzio dell’anima. Intorno ad esso, i riquadri, le linee sottili e i segni appena accennati richiamano l’idea di una donna coperta da un semplice copricapo, che si perde in un momento di riflessione profonda. La figura, in qualche modo lontana e indefinita, è il simbolo di una pace interiore che, pur nella sua essenza sfuggente, si fa manifesta attraverso la quiete dell’opera stessa.
La leggerezza visiva dell’opera, che gioca con il contrasto tra pieni e vuoti, evoca il movimento del vento che attraversa la tela, così come la vita stessa che si muove dentro e fuori da noi, fluida e impercettibile. L’uso delle carte giapponesi, che sembrano quasi fluttuare sopra la superficie, amplifica questo senso di leggerezza e di distacco dal mondo materiale, creando un’esperienza sensoriale che va oltre la mera visione. Il fiore nero, infine, pur nella sua apparente semplicità, diventa l’unico elemento concreto che raccoglie e dà sostegno al resto dell’opera, incarnando la forza di ogni pensiero e ogni movimento.
In quest’opera, Schenetti riesce a trasformare il collage in un linguaggio visivo profondo e meditativo, dove ogni singolo dettaglio sembra contenere un significato più grande, un invito a rallentare, a riflettere e a riscoprire il silenzio come forma di espressione. Attraverso la sua arte, l’artista ci invita a esplorare un mondo interiore fatto di equilibrio, armonia e silenzio, portandoci a confrontarci con la nostra stessa percezione della realtà.
Tina de Falco

