Essere donna per Maria Clotilde Schenetti
Parlare delle opere di Maria Clotilde Schenetti significa parlare, prima di tutto, dell’importanza di sentirsi donna e di saper rappresentare la donna in tutte le sue forme, in tutte le sue epoche, in tutte le sue dimensioni interiori.
Le donne dell’artista non appartengono mai soltanto al presente. Sono figure sospese tra luoghi esotici e tempi ormai trascorsi, creature che sembrano provenire da un altrove geografico o temporale. In esse non c’è mai banalità: sono donne eleganti, raffinate nelle pose, curate negli abiti, quasi intoccabili. La loro compostezza non è distanza, ma dignità. Non è freddezza, ma consapevolezza.
La donna come memoria e come sogno
Ogni figura femminile dipinta dall’artista Schenetti sembra abitare una stagione dell’anima. Gli abiti fluttuanti che vestono alcune di loro appaiono come metafore di un tempo vissuto, di un momento atteso, di una fase essenziale dell’esistenza. Non sono semplici tessuti: sono stagioni interiori, frammenti di storia personale, ricordi che si muovono leggeri ma radicati.
Queste donne sembrano custodire un passato prezioso. Anche quando lo scenario è esotico, non vi è mai esibizione folcloristica: c’è piuttosto il desiderio di evocare un altrove come spazio simbolico, come luogo dell’identità profonda.
I nudi: la dolcezza dell’amore sacro
Particolarmente significativi sono i due nudi presenti nella produzione dell’artista. Lontani da qualsiasi intento provocatorio, sono nudi gentili, delicati, che raccontano un amore sacro. Un amore che non ha bisogno di abiti per mostrarsi, perché la sua verità risiede nella purezza dello sguardo e nella serenità del gesto.
Qui il corpo femminile non è oggetto, ma presenza. Non è esposizione, ma rivelazione. È spiritualità che si manifesta attraverso la carne, armonia che supera ogni confine materiale.
Tecnica e sapienza artistica
Le tecniche utilizzate da Maria Clotilde Schenetti sono diverse, ma in tutte riconosciamo una sapienza coerente. Che si tratti di velature leggere o di pennellate più decise, l’artista mantiene sempre un equilibrio tra forma e sentimento. La tecnica non è mai fine a sé stessa: è strumento di racconto, mezzo attraverso cui l’interiorità prende forma visibile.
La delicatezza cromatica, l’attenzione ai dettagli, la costruzione elegante delle composizioni testimoniano una maturità espressiva che non si limita alla rappresentazione esteriore, ma indaga la profondità dell’essere donna.
Un messaggio per la Giornata della Donna
Nella giornata dedicata alle donne, le figure femminili della Schenetti diventano un messaggio sottile, quasi subliminale. Ci ricordano che la nostra leggerezza è solo apparente. Dietro ogni postura elegante, dietro ogni abito fluttuante, vive la complessità dell’esperienza femminile.
Ogni donna conosce la densità della vita, le sue prove, le sue sfide. Ma sa anche guardare il mondo con amore, con delicatezza, con la capacità rara di cogliere e custodire ogni frammento di gioia.
Le donne di Maria Clotilde Schenetti non gridano: suggeriscono. Non impongono: invitano. E proprio in questa apparente fragilità risiede la loro forza più autentica.
Tina de Falco

