L’opera della Schenetti si presenta come un intreccio di colori e immagini che generano una confusione artistica, quasi un mosaico da riordinare o da ricomporre. Ogni frammento sembra custodire una narrazione silenziosa, in attesa di essere messa in sequenza.
In un angolo nascosto emergono due bambini con una palla: stanno per correre a giocare oppure sono turbati da un racconto inquietante? I loro sguardi appaiono smarriti, privi di sorriso, e attorno a loro domina il disordine visivo. Tuttavia, i colori vividi e gli abiti leggeri ci riportano al sole, al calore, all’estate.
L’opera si configura come un collage di carte e tecniche differenti. La Schenetti ci ha già abituati a questa sapiente fusione di materiali eterogenei, che qui diventa linguaggio visivo capace di evocare memoria, emozione e interrogativi aperti.

Tina de Falco

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