Le parole a volte sono sbagliate, a volte capovolte e qualche volte non sono al loro posto.
Le parole sono sbilenche perché si affacciano dove voglio e quando vogliono, non restano mai ferme, ondeggiano sui pensieri e sulle labbra o anche su un pennello.
Il pennello è quello sapiente dell’artista Maria Clotilde Schenetti, che striscia come parole sul passo lento del movimento che la sua mano fa sulla carta.
L’acquerello e le chine sono le tecniche più adeguate ai viaggi che la parola compie in ogni istante della vita, l’acqua colorata tinge le parole di ogni sfumatura e ce la fa apparire il suo significato.
Sulla carta le parole sono macchie colorate che ci conducono verso racconti magici perché le parole sono astratte non toccano la realtà.
Tina De Falco

