
Gabriele e Maria Clotilde Schenetti, fratelli (binomio artistico-culturale d’eccellenza), vanno “A zonzo per Sassuolo”. Lui, ricercatore e cartografo, poeta dialettale e storico, declama in brillanti versi, con simpatica ironia, 14 siti caratteristici della sua Città natale: Il Politeama, La Via delle Muraglie, Il Grande Palazzo, I Paolotti, Vicolo Conce, Il Fontanazzo, Il Duomo, Piazzale Porrino, Piazza Piccola, La Guglia, L’Aiuola, Viale XX Settembre, Il Cimitero Vecchio, Piazza Grande. Ripercorrendo, quindi, le vie del passato, non come rimembranza nostalgica ed arrampicarsi sulle glorie del Ducato, ma per una ragione semplice: “Sei oggi, sarai domani, perché eri ieri”.
Lei, con classe pittorica limpida, dipinge i versi del fratello in una sorta di parallelismo delle arti, poiché “La pittura può risultare poesia muta, e la poesia pittura parlante” (Plutarco, filosofo e scrittore greco). In sintesi, le loro funzioni artistiche, cognitive, emozionali e sociali, inducono il lettore a perdersi tra le righe, tra i dipinti, tra le cartoline di Sassuolo, onde vivere un mondo illuminato dal simbolismo.
“Quando una pittrice (Maria Clotilde) e un poeta (Gabriele) s’incontrano, camminano sull’affascinante sentiero dell’arte, s’incrociano nel viaggio delle emozioni. I colori vividi s’incidono sul quadro dei versi, hanno un sorriso da offrire alla tristezza, trasformano la tavolozza in poesia”.
Sergio Camellini

