Le due opere della Schenetti, sebbene realizzate con tecniche diverse, una a china e l’altra a olio, sembrano condividerne l’essenza: entrambe ci portano verso il mare, nelle sue profondità, nei suoi abissi segreti. È come se ogni tratto e pennellata fosse parte di un viaggio verso un mondo sommerso, un reame oscuro e pieno di misteri nascosti. In queste rappresentazioni, si percepisce un intento comune: nascondere e rivelare al tempo stesso, come se lo spettatore fosse invitato a decifrare un enigma nascosto tra le ombre delle profondità marine.

L’artista Clo, con la sua straordinaria padronanza nell’uso del colore, riesce sempre a sorprenderci, a evocare emozioni e meraviglia attraverso la sua sensibilità artistica. Qui siamo di fronte a due opere che, pur essendo diverse per consistenza e materiali, sembrano dialogare tra loro, quasi come se un fosse la naturale estensione dell’altra. La fluidità della china e la densità dell’olio creano un contrasto che, paradossalmente, le rende complementari: l’una arricchisce l’altra, spingendoci a immaginare oltre ciò che vediamo, a esplorare ciò che si cela dietro la superficie.

Tina de Falco

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