Quadri in poesia
Quante volte avete guardato un quadro e vi ha fatto tornare alla mente una poesia. Imparata a scuola, sentita in casa, letta da qualche parte. E del resto, quante volte avete letto una poesia che vi è sembrata descrivere un quadro, o ve ne ha evocato la memoria?
“Quadri in poesia” è la nuova galleria delle Tele di Clò, che vedrà collaborare la pittrice Maria Clotilde Schenetti e il poeta Sergio Camellini.
Periodicamente un quadro verrà associato a una poesia dell’autore che ne sottolinea o ricorda le caratteristiche.
Un reciproco rapporto fra artisti, che servirà a esaltare le caratteristiche visive con la parola o viceversa, ad arricchire il verso poetico con l’immagine.
I quadri di Maria Clotilde Schenetti affrontano ogni tipo di rappresentazione visiva, dal paesaggio all’arte astratta, con diverse tecniche e scelte cromatiiche. Si prestano quindi perfettamente ad essere comunicati anche con la parola in modo vario e originale, secondo quello che le tela di volta in volta vorrà trasmettere.
Sergio Camellini, nato a Sassuolo, è psicologo perfezionato in biopsicosessuologia e soprattutto un poeta autentico, illustre cantore della semplicità. È studioso di arte povera della civiltà contadina e dei mestieri, nonché fondatore di una casa museo sull’Appennino emiliano. Ha pubblicato un’opera sul linguaggio del corpo, un’opera omnia e quattordici libri di poesie. Come poeta, canta le piccole gioie, le fatiche del quotidiano, la natura, l’amore, i ricordi che portano a riflessioni sull’esistenza umana con dolcezza e sapienza. I suoi lavori sono stati evidenziati in quaderni di poesia e studi letterari. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti con premi nazionali ed internazionali. Per meriti acquisiti nel settore letterario, gli sono stati assegnati ulteriori otto premi alla carriera. Alcune sue opere sono state diffuse presso istituti scolastici. Si potrebbe aggiungere molto altro. Ma lasciamo che siano le sue parole a raccontarci qualcosa in più.
Un cantore della semplicità e della vita contadina, ma del resto anche, per esempio nella sua ultima opera, “Viandante dei sogni”, capace di dar ascolto alla dimensione onirica, “nella suggestione di indossare le ali dell’arte, sollevare lo sguardo verso il cielo e librarmi in volo come Icaro, verso il sole e verso la bellezza senza paura. Come un novello Ulisse alle colonne d’Ercole, varco la soglia tra finito e infinito, tra sogno e realtà”.
Un autore versatile quindi, come versatili sono le Tele di Clò. Possiamo aspettarci grandi sorprese da questa collaborazione, cui potrebbero seguirne altre in futuro.
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