Un momento particolare di un progetto particolare allo “splash museum” della scuola primaria San Giovanni Bosco. Questa volta un gruppo di pittori, non soltanto di Sassuolo, è intervenuto per dare un tocco di professionalità in più ad una iniziativa della docente Tina De Falco.
«Questa volta – conferma l’insegnante – abbiamo 4 artisti che stanno lavorando per noi. Due sono di Sassuolo, uno viene da Bologna e l’altro da Novi di Modena. Due hanno realizzato due nuove porte.
Gli altri, che sono di Sassuolo e sono Emilio Cocchi e Maria Clotilde Schenetti hanno realizzato un albero su cui i bambini delle prime e delle seconda hanno preparato delle loro foglie che hanno che hanno applicato. Queste foglie saranno cambiate man mano che arriveranno le stagioni. Adesso cambieranno anche per Natale. È un modo affinché il bambino riesca ad intervenire anche sull’opera di un artista. Noi educhiamo alla bellezza e questo è scambio continuo tra l’artista e i bambini». Lino Borghi è arrivato da Bologna, entusiasta di lavorare coi bambini.
«I bambini sono addirittura la fonte di ispirazione delle mie opere – dice – ed io da loro attingo tutto quello che faccio e torno bambino. Io lavoro e nelle opere che faccio, anche l’astratto, ho l’anima del bambino dentro di me, perché loro mi danno tanto. Quando mi vedono lavorare capiscono e mi chiedono ed io faccio capire loro che sono loro la fonte di ispirazione di tutto quello che faccio, indipendentemente dal soggetto, dall’opera».
Carlo Moretti è arrivato, invece, da Novi di Modena. «È stata un’esperienza molto interessante – conferma – ed abbiamo lavorato con loro che ci guardavano e ci davano consigli, ci correggevano anche. Io l’avevo già fatta e quando Tina mi ha coinvolto ho detto di sì immediatamente perché è una bellissima idea che non ho mai visto da nessuna parte. Qui ho portato il mio paese d’origine: non sono novese, sono di Luzzara, quindi ho portato un piccolo Zavattini che con i bambini aveva un rapporto tutto suo”. I sassolesi sono Maria Clotilde Schenetti ed Emilio Cocchi. «Ho lavorato da anni in questa scuola – dice Schenetti – ed i bambini hanno imparato tantissimo anche da me. Finalmente abbiamo realizzato un sogno: questo “Splash museum” ci dà veramente la possibilità di far vedere a tutti le cose che questi bambini sono riusciti a fare in tanti anni”.
“Lavorare con i bimbi è una cosa meravigliosa – chiude Cocchi – perché sono puri, hanno delle idee, ti mettono l’argento vivo addosso. Io ho creduto subito a questo progetto. I bimbi ti danno un’energia fantastica, e sono contento di poter continuare in questa collaborazione e queste iniziative del museo». (A. Scibona)
[Fonte: www.gazzettadimodena.it ]

